giovedì 10 novembre 2016

11 settembre 1998: l'Alfa 156 diventa "Gazzella"



Alfa Romeo e Carabinieri, una collaborazione che dura dai tempi della Giulia, della Giulietta e dell'Alfetta. Il testimone di queste celebri "gazzelle" del passato l'11 settembre 1998 è raccolto da Alfa 156, che si è rivelata all'epoca l'auto più adatta a soddisfare le particolari esigenze dell'Arma. Imponendosi sulla migliore concorrenza, infatti, questo modello del Biscione ha vinto una gara europea indetta per una commessa di 375 auto nel 1998, destinate al servizio di ordine pubblico.



 Le prime tre vetture, attrezzate con tutti i dispositivi previsti dal severo capitolato, sono state presentate a Roma il 28 luglio del 1998 al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d'Armata Sergio Siracusa, dall'amministratore delegato di Fiat Auto, Roberto Testore.
 Le Alfa 156 per i Carabinieri -tutte 2.0 Twin Spark 16 valvole- offrono grandi prestazioni: la velocità massima é di 216 chilometri l'ora e l'accelerazione da zero a 100 avviene in 8,6 secondi.
 Sono allestite direttamente in fabbrica, a Pomigliano d'Arco, per garantire la compatibilità di ogni trasformazione con le caratteristiche generali del modello.

 E in comune con le normali vetture hanno: ABS, airbag per guidatore e passeggero, fendinebbia, ruote maggiorate 205/60 VR 15, specchi retrovisori elettrici riscaldati e climatizzatore automatico.
 Le similitudini, però, si fermano qui. Nel caso delle "gazzelle", infatti, l'ottimo allestimento di base ( che ovviamente, gode di tutti i punti di forza ampiamente riconosciuti ad Alfa 156) viene integrato con le numerose dotazioni richieste dal bando di gara dell'Arma.

 Impiegate nel servizio di ordine pubblico, infatti, le Alfa 156 "blu notte" dei Carabinieri devono essere, innanzitutto, a prova di proiettili. Da qui il parabrezza blindato di 21 millimetri, le porte rinforzate con pannelli di 2,5 millimetri in acciaio al Manganese K 700 e i vetri ricoperti da un vetro antisfondamento.

 Molto diverso da quello delle vetture di serie è anche l'abitacolo, dove i sedili posteriori possono essere completamente isolati. Sono, infatti, separati dalla parte anteriore dell'auto da una paratia in policarbonato e vetroresina, a sua volta fissata ad una struttura tubolare tipo "roll-bar". La finestratura ricavata nel divisorio si può aprire solo dai posti anteriori, così come porte e vetri posteriori, a comando elettrico, che possono essere sbloccati solo da chi siede davanti.

 Sempre all'interno della vettura, tra i sedili anteriori, trovano posto una torcia elettrica e un miniricevitore portatile e ricaricabile. L'alloggiamento delle armi è sotto i sedili, protetto da un blocco elettromagnetico. I caricatori possono essere sistemati nelle tasche laterali delle portiere.
 Il bagagliaio è attrezzato con un contenitore a scomparti per riporre attrezzi normalmente impiegati dai militi, come la borsa per il pronto soccorso, l'estintore, i cartelli e i coni segnaletici.
 All'esterno, sul tetto, ci sono due luci stroboscopiche, un faro orientabile, comandato elettricamente e un pannello luminoso a scomparsa integrato aereodinamicamente con la carrozzeria.

 Quest'ultimo, una novità rispetto alle "gazzelle" del passato, permette di segnalare con scritte luminose diversi tipi di situazioni che si possono verificare nel corso delle missioni sulle strade. Incidente, nebbia, controllo, deviazione, coda: sono alcune delle diciture che appaiono sul pannello. Nel vano motore è stata sistemata la sirena bitonale a comando elettronico e nel passaruota anteriore, l'altoparlante.

 Tutti questi dispositivi sono azionabili dall'interno, grazie ai comandi che si trovano nella consolle centrale, dove è installato anche l'impianto della potente radio ricetrasmittente, predisposta per l'apparato "gamma 400" e dotata di pulsante ripetitore per lanciare l'allarme in centrale oltre che di "viva voce":

 I sedili delle Alfa 156 per i Carabinieri sono rivestiti con un tessuto in filato grigio che ha già dato buona prova di sé su altri veicoli allestiti per usi particolarmente impegnativi. Il serbatoio nasconde, al suo interno, speciali sfere di maglia in lega di alluminio che escludono qualsiasi pericolo di esplosione a causa di scoppi interni.