mercoledì 28 marzo 2018

I grandi carrozzieri e designer, una lunga storia d'amore con l'Alfa Romeo


 Tutti i grandi carrozzieri europei, prima o poi, si sono cimentati nel vestire le meccaniche Alfa Romeo, attraverso una collaborazione che ha seguito, nel tempo, l'evoluzione dell'azienda e del costume. Il primo periodo va dalla nascita dell'Alfa al 1932, quando la Casa apre un proprio reparto di carrozzeria. Il secondo, tra gli anni Trenta e Cinquanta, è legato alla personalizzazione delle vetture di serie secondo il gusto degli automobilisti. Il terzo, ancora in corso, vede i carrozzieri collaborare a vario titolo, spesso nelle vesti di consulenti d'eccezione, con il Centro Stile Alfa Romeo.
 All'inizio, le vetture prodotte dall'Alfa sono semplici autotelai: ad allestire la carrozzeria ci pensa una ditta esterna, scelta dal cliente. Si tratta, insomma, di auto che pur avendo molti particolari simili o in comune, si possono considerare esemplari unici. Dal '32, l'Alfa Romeo allestisce una versione base e lascia ai carrozzieri la fabbricazione in serie di versioni speciali, che completano la gamma in catalogo.


Le Alfa Romeo più utilizzate in quel periodo, considerando anche le prime 24 HP e 40-60 HP, sono i modelli RL, RM, 6C 1500, 6C 1750 e 6C 2300. I carrozzieri sono i migliori nei rispettivi Paesi. In Italia, tra gli altri, Castagna, Lavezzari, Pininfarina, Schieppati, Stabilimenti Farina, Touring e Zagato. In Inghilterra James Young, Salmons & Sons, Arthur Mulliner, Vanden Plas, Martin Walter e Weymann Motor Bodies. In Francia operano Letourner et Marchand, Franay, Ottin, Louis Gallé, Figoni ed Henry Chappon. In Svizzera Worblaufen, Brichet, Hermann Graber e Gangloff. Mentre tra gli allestitori tedeschi ci sono Heinrich Glaser e Papler. In Belgio, invece, ecco gli Anciens Établissements d'Ieteren Frères, Théo Sprengers, Antoine Van Den Plas e V. Snutsel Aine, reso famoso anche da una pubblicità con l'Alfa Romeo, realizzato nel 1924 dal grande pittore surrealista René Magritte (accanto).

 Il secondo periodo, dalla fine degli anni Trenta ai Cinquanta, si caratterizza per le fuoriserie e le grandi elaborazioni dei carrozzieri che mantengono quasi invariato il design originale, ma personalizzano la vettura con verniciature speciali e finiture più ricche.

 Tra le firme di maggior successo ci sono ancora Castagna (6C 2300 e 6C 2500), Stabilimenti Farina (8C 2900 e 6C 2500), Pininfarina (6C 2500 Cabriolet, 1900 coupé e spider e Giulietta Spider), Bertone (1900 nella famosa elaborazione B.A.T, Giulietta SS e Giulietta Sprint, una delle Alfa più importanti), Zagato (8C 2300, 1900 SSZ e Giulietta SVZ), Touring (6C 2300, 8C 2900 "Le Mans", 6C 2500 con il capolavoro "Villa d'Este", 1900 nelle versioni Sprint, SS e "Disco Volante").

 Nel terzo periodo, iniziato negli anni Sessanta, l'Alfa Romeo affida la maggior parte dei suoi progetti al proprio Centro Stile. I carrozzieri - via via diminuiti nel numero - collaborano in modo diverso, talvolta come consulenti. La loro creatività deve fare i conti con le nuove tecnologie e in particolare con due profondi cambiamenti strutturali: la produzione in grande serie e la sostituzione del telaio con la scocca portante. La carrozzeria non è più un "vestito", ma parte integrante della struttura. L'artigiano preoccupato della forma del veicolo lascia il posto al designer. Zagato, specializzato in versioni sportive, dà vita alle versioni Giulietta SZ, Giulia TZ e TZ2, 2600 SZ, SZ. Scaglione propone l'ancora bella 33/2 litri Stradale. Touring la 2000. Bertone firma Giulia Sprint, GT Junior 1300, 2600, Montreal, Berlina 1750, Alfa 6 e Alfa 90. Dalla "matita" di Pininfarina escono i modelli Spider 1600 "Duetto", Spider e Alfa 164. Il resto è storia dei giorni nostri.